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Più instabile dell'Iraq. In Belgio la rivolta delle patatine fritte

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Più instabile dell'Iraq. In Belgio la rivolta delle patatine fritte

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Basta al dialogo fra sordi, sì all’unità del paese. E’ l’appello lanciato dalla piazza, nel giorno in cui il Belgio ha battuto il record dell’Iraq, entrando nel suo 249° giorno senza un governo.

“Comunità diverse, stessi problemi” il messaggio di valloni e fiamminghi, che hanno sfilato insieme a Bruxelles e in altre città.

“Oggi che abbiamo battuto il record mondiale – dice uno degli organizzatori -, ai nostri politici vogliamo dire che è tempo si assumano le proprie responsabilità, superino le divisioni e arrivino finalmente a formare un governo. Un dibattito così povero non si trova neanche al bar”.

A sottolineare il poco lusinghiero parallelo con l’Iraq, la protesta anti-Bush del giornalista Muntazer Al-Zaidi trova oggi la sua parodia in un simbolico lancio delle scarpe contro le foto dei politici belgi.

Emblema del loro fallimento, la recente proroga di due settimane al mandato del negoziatore Didier Reynders per sondare la possibilità di un accordo fra nazionalisti flamminghi di Bart De Wever e componenti francofone. Già in tre, prima di lui, hanno gettato la spugna. E sempre in meno sembrano ormai credere in una svolta.

Su internet, c‘è chi sdrammatizza con goliardia, ma anche chi ha invitato a mobilitarsi in nome delle “patatine fritte”: piatto nazionale belga, provocatoriamente assunto dagli organizzatori a simbolo di quanto resterebbe dell’unità del Paese.