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Belgio come l'Iraq: 249 giorni senza un governo

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Belgio come l'Iraq: 249 giorni senza un governo

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C‘è chi la prende con ironia, come il quotidiano belga De Standaard, che titola: “Finalmente campioni del mondo”.

Oggi il Belgio ha eguagliato il primato finora detenuto dall’Iraq: 249 giorni senza un governo. E nessuno dubita che lo stallo sia destinato a continuare.

Strizzando l’occhio alle rivolte in Tunisia ed Egitto, gli studenti hanno organizzato azioni di protesta.

“Abbiamo cominciato a muoverci un po’ tardi, avremmo dovuto farlo molto prima. Ma l’importante è che ora siamo motivati e che ci stiamo dando da fare per un Belgio capace di cambiare”.

“Non se ne può più, aspetto che prendano una decisione. A quel punto me ne interesserò… Per ora non ne posso più”.

Mercoledì, l’incarico del mediatore Didier Reinders è stato esteso fino al primo marzo. Il re Alberto II vuole concedergli un’ultima possibilità di verificare se ci sia un margine di intesa tra i partiti valloni e francofoni.

Intanto le iniziative spontanee si moltiplicano: dalla rivoluzione delle patatine fritte indetta dalle associazioni studentesche, alla proposta di uno sciopero del sesso avanzata da una senatrice fiamminga. Per arrivare alla provocazione dell’attore Benoit Poelvoorde, che ha chiesto ai belgi di smettere di radersi fino alla fine della crisi.