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Scontri nel Bahrain, l'opposizione lascia il parlamento

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Scontri nel Bahrain, l'opposizione lascia il parlamento

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L’opposizione sciita lascia il parlamento del Bahrain dopo i morti e gli scontri della notte durante l’evacuazione forzata dei dimostranti da piazza della Perla.
 
Le autorità avvertono: state lontani dal centro di Manama, una capitale blindata per mettere a tacere la protesta che vuole le dimissioni del primo ministro, in carica da quarant’anni, e più rappresentanza politica per la maggioranza sciita.
 
A dominare il piccolo regno del Golfo è il sunnita Al Khalifa. Un paese strategicamente posizionato, dove gli Stati Uniti hanno la loro quinta flotta.
 
Dormivano nelle tende, i manifestanti accampati a Piazza la Perla con il pensiero a Piazza Tahrir.
 
Poi, attestato da video amatoriali, l’attacco improvviso e violento delle forze dell’ordine a colpi di lacrimogeni, proiettili di gomma e a pallettoni.
 
Sapevano quel che facevano, accusa l’opposizione:

“Ci sono altri modi, c‘è la possibilità di evitare lo scontro, i morti”, spiega uno dei leader dell’opposizione, Abed Al Jalil Khalil, “Chi ha preso questa decisione, mirava a uccidere”.
 
Almeno 5 i morti che si aggiungono alle 2 persone uccise all’inizio della settimana. Un centinaio i feriti, alcuni in gravi condizioni: 60 le persone di cui non si ha più notizia dalla notte.
 
Oggi la riunione straordinaria a Manama delle diplomazie del Consiglio di cooperazione del Golfo.