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Egitto, economia in ginocchio dopo la rivoluzione

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Egitto, economia in ginocchio dopo la rivoluzione

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Smontate le tende e i presidi, piazza Tahrir è tornata al traffico di sempre.

Sotto la guida dei militari, l’Egitto aspetta le prossime elezioni e nel frattempo celebra con 2 giorni di vacanza il compleanno di Maometto.

Ma l’economia è paralizzata e la rivolta che ha portato all’uscita di scena di Mubarak è costata più di 230 milioni di euro al giorno.

Il Cairo ha fatto appello alla comunità internazionale e alla lega araba ma i tempi rischiano di essere lunghi: “I membri della lega hanno deciso di chiedere ai governi arabi di essere pronti appena possono ad aiutare l’Egitto per il suo sviluppo economico”, ha detto il presidente della Lega araba Amr Moussa, “ed essi collaboreranno per la sua crescita”.

L’esercito intanto ha chiesto la fine degli scioperi che negli ultimi giorni hanno interessato banche, petrolio, tessile, media e trasporti.

Mobilitazioni che potrebbero costare troppo al paese già colpito da disoccupazione crescente, povertà endemica e dalla crisi di un settore chiave come il turismo, in netto calo dopo la rivoluzione.