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Egitto chiede congelamento beni ex-funazionari

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Egitto chiede congelamento beni ex-funazionari

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I militari cercano di riportare la normalità al Cairo, e invitano i lavoratori a collaborare per la ripresa economica. L’esercito rassicura i manifestanti che hanno cacciato Mubarak: la volontà di rimettere il potere in Egitto a una struttura civile dello stato è totale. Intanto, si fanno ipotesi sul ruolo che i Fratelli Musulmani potrebbero avere nella futura scena politica.

Ai microfoni di euronews parla Amr Moussa, leader della Lega Araba, che all’inizio della rivolta aveva detto di essere pronto a candidarsi per le elezioni di settembre: “Non occuperanno le posizioni chiave. Non sono stati in prima linea o dietro quanto accaduto, sono stati parte di una rivolta proprio come tanti altri – ha detto -. C’erano giovani, meno giovani, donne, uomini, anziani, ricchi, poveri, persone di diversa estrazione sociale. La protesta è stata imponente”.

La fine dell’era Mubarak ha lasciato spazio non solo a interrogativi politici, ma ha anche spianato la strada a un’ondata di scioperi. Dai poliziotti, l’agitazione si allarga ad altri settori per chiedere migliori condizioni economiche.

Sul fronte internazionale, il Cairo sta procedendo alla richiesta di congelamento dei beni di ex funzionari egiziani, inviata, tra gli altri, a Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito, come spiega il ministro degli Esteri britannico William Hague: “Abbiamo ricevuto una richiesta da parte del governo egiziano per il congelamento dei beni di diversi ex funzionari egiziani – ha detto -. Noi coopereremo, e lavoreremo con l’Unione europea e con i partner internazionali”.

Intanto i militari cercano di fare ripartire l’economia. Gli effetti dei loro sforzi si vedranno anche quando riaprirà la borsa del Cairo, ora chiusa per uno sciopero delle banche.