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Egitto paralizzato da scioperi. La Borsa non riapre

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Egitto paralizzato da scioperi. La Borsa non riapre

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Hanno occupato l’aiuola centrale di piazza Tahrir. Centinaia di manifestanti resistono ancora a Il Cairo: vogliono essere sicuri che i militari manterranno le promesse, garantendo una transizione verso elezioni libere e il rilascio dei prigionieri politici.

In un messaggio televisivo l’esercito ha chiesto al popolo egiziano di metter fine agli scioperi. Il Generale Mohsen el-Fangari ha dichiarato: “Per assicurare la stabilità del Paese e la continuità del ciclo produttivo, l’Alto Consiglio Militare fa appello ai cittadini, ai sindacati delle categorie dei professionisti e degli operai, a giocare pienamente ognuno il proprio ruolo, senza dimenticare ciò che si è dovuto sopportare per lungo tempo in passato”.

Ma l’Egitto non vuole ancora tornare alla quotidianità. Mai come ora la voce del popolo può essere ascoltata. Centinaia di lavoratori del trasporto pubblico si sono radunati davanti al quartier generale della televisione di Stato. Uno di loro racconta: “I nostri salari sono bassi, non ci sono incentivi né prospettive, nessuna copertura sanitaria”.

Un migliaio di poliziotti hanno manifestato per i loro diritti in piazza Tahrir. Altre proteste davanti all’università e ad alcuni ospedali. Scioperi anche nel settore bancario: diversamente da quanto annunciato la Borsa non aprirà mercoledì.