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Egitto, crisi profonda del turismo

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Egitto, crisi profonda del turismo

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Turisti italiani rimasti in Egitto nonostante i disordini manifestano solidarietà alle guida turistiche egiziane che rivendicano un aumento dei loro stipendi. Succede nei pressi delle piramidi di Giza dove il deserto sembra essersi riappropriato del territorio lasciato libero dai turisti in fuga.

“Siamo al corrente dei problemi e della situazione politica qui al Cairo – dice una turista italiana -. Ma io mi sento al sicuro, non ho visto niente di negativo, va bene così”.

L’Egitto aveva registrato l’anno scorso un numero record di visitatori, 15 milioni. Dieci miliardi di euro è il fatturato del turismo, principale voce del terziario. Ora anche le famose località del Mar Rosso debbono fare i conti con la crisi improvvisa.

“Eravamo preoccupati prima di metterci in viaggio – dice un turista britannico -, ma ora che siamo qui siamo contenti e tranquilli”.

L’incertezza sul futuro dell’economia continua a pesare sugli egiziani: anche il presidente della principale banca nazionale si è dimesso e dappertutto si registrano file di cittadini che ritirano contanti dai loro conti correnti. Non si sa ancora quando sarà riaperta la borsa del Cairo, chiusa dal 27 gennaio.