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E-waste, migliora il riciclaggio

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E-waste, migliora il riciclaggio

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Ogni anno, tonnellate di apparecchi elettronici in disuso finiscono nelle discariche. Come evitare i rischi ambientali e come non sprecare gli elementi riciclabili?

Più di 8 milioni di tonnellate di apparecchi elettronici sono gettati via ogni anno nell’Unione europea. In media, ogni cittadino produce tra i 14 e i 24 chili di e-waste, cioè di rifiuti elettronici.

Questi contengono sostanze pericolose come metalli pesanti, ma anche alcuni dei 14 elementi che l’Europa considera preziosi e scarsamente reperibili: come magnesio, grafite, cobalto, gallio e germanio.

Oggi solo un terzo dell’e-waste è trattato in modo corretto. E’ per questo che il Parlamento europeo ha votato una riforma della direttiva esistente sui rifiuti elettrici ed elettronici.

Il commissario europeo all’ambiente ha accolto con favore la nuova normativa.

“Rafforzando questa direttiva – ha detto Janez Potocnik -, possiamo dare un contributo importante all’efficienza nel ririclaggio dei rifiuti. Stiamo parlando del tipo di rifiuti che cresce al ritmo più veloce in Europa, con un grande potenziale per ridurre la nostra dipendenza dall’importazione di materie prime rare.

Il Parlamento chiede ai Paesi membri di elevare all’85 per cento entro il 2016 la raccolta di rifiuti elettronici invece del 65 per cento inizialmente previsto; e di riciclarne dal 55 al 75 per cento a seconda del tipo di apparecchio.

Tocca ora a ciascuno stato membro discutere la nuova normativa in una riunione dei ministri dell’ambiente in programma a marzo.