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"Basta col calcio". L'addio in lacrime di Ronaldo

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"Basta col calcio". L'addio in lacrime di Ronaldo

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Si sciolgono tra le lacrime, come cera al sole, il sogno e il mito di Ronaldo. Schiacciato da un fisico che non risponde più e da un passato troppo ingombrante, il funambolo brasiliano ha ufficializzato a 34 anni il suo addio al calcio.

Apparso appesantito e abbattuto, Ronaldo non ha trattenuto l’emozione, nel dare l’annuncio dalla sala stampa del Corinthians, il club brasiliano per cui militava dal 2009: “E’ durissimo – ha detto – lasciare qualcosa che ti ha reso così felice, che hai amato così tanto… E che potresti anche continuare a fare, perché mentalmente e psicologicamente vorrei. Ma bisogna anche accettare i propri limiti. Il mio corpo non è più quello di un tempo”.

Lontani, insomma, i tempi in cui il due volte campione del mondo, altrettante Pallone d’Oro e tre volte Fifa World Player, incantava i fan con le sue acrobazie e medie gol da capogiro.

Gli infortuni susseguitisi dagli anni all’Inter stroncano la parabola di “O’ Fenomeno”: il mago del doppio passo, capace con le sue prodezze e medie gol da capogiro di incantare i fan di PSV Eindhoven, Barcellona e nazionale Carioca.

In patria c‘è chi saluta come opportuna e matura la sua scelta del ritiro. Un passo secondo molti inevitabile, ma che lascia altri con l’amaro in bocca e soprattutto un vuoto nel cuore.

Un vuoto accentuato dall’amara nota, con cui lo stesso Ronaldo condisce il suo addio: a fermarmi, dice, anche un ipotiroidismo scoperto al Milan, che avrei potuto curare soltanto con dei farmaci, nel calcio considerati dopanti.