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Banisadr: "Le rivoluzioni devono rovesciare i regimi"

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Banisadr: "Le rivoluzioni devono rovesciare i regimi"

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Abol Hassan Banisadr è stato uno dei principali teorici della Rivoluzione islamica in Iran e uno stretto collaboratore dell’Ayatollah Khomeini. Un anno dopo la rivoluzione, nel 1980, è stato eletto primo presidente della Repubblica Islamica d’Iran.

Omid Lahabi, euronews:
“La mia prima domanda riguarda quello che vogliono gli iraniani che hanno fatto la rivoluzione. Lo slogan dei rivoluzionari, ‘indipendenza, libertà, repubblica islamica’ è stato adottato dal regime attuale in Iran. Che cosa volevate dire con questo slogan?”

Abol Hassan Banisadr, ex presidente iraniano:
“Indipendenza significa indipendenza dell’uomo e indipendenza del paese. Indipendenza e libertà vuol dire che nessun paese straniero può intervenire contro la sovranità del popolo. E libertà significa che entro le frontiere di un paese nessun potere o organizzazione può imporsi al popolo. A quell’epoca, repubblica islamica significava sovranità del popolo. Come precisò l’Ayatollah Khomeini a Neauphle-le-Château: come nelle altre repubbliche del mondo, come in occidente il principio della repubblica islamica è la sovranità del popolo. La volontà del popolo determina ogni cosa”.

euronews:
“Pensa che l’unione di ‘repubblica’ e ‘Islam’ potesse condurre a un regime democratico?”

Abol Hassan Banisadr:
“Se l’Islam fosse quello che Khomeini propugnava a Neauphle le chateau, cioè un Islam che rispetta la libertà, allora sì. Come ho appena detto, a quell’epoca, quando fu posta la stessa domanda a Khomeini, lui parlò di ‘repubblica democratica islamica’, ma appena rientrato in Iran parlò di ‘repubblica islamica’ e basta. All’epoca diceva anche che l’Islam politico era compatibile con una repubblica guidata dal popolo, che l’equilibrio della società si reggeva sul voto del popolo, e che le libertà e i diritti umani sarebbero stati rispettati”.

euronews:
“Le sommosse popolari delle ultime settimane, in particolare in Egitto e in Tunisia, hanno avuto esiti positivi. Che cosa pensa del rapporto fra il movimento di protesta iraniano e gli altri movimenti del Medio Oriente?”

Abol Hassan Banisadr:
“Questi movimenti hanno seguito una regola chiara. Nella rivoluzione iraniana il regime dello shah non aveva obiettivi, mentre i giovani avevano l’obiettivo di cambiare il regime, e ci sono riusciti. Nei movimenti in Tunisia e in Egitto, i giovani hanno trovato un obiettivo nell’opposizione a regimi vecchi e stanchi. I movimenti hanno vinto e questi regimi se ne sono andati. Nel movimento di protesta del duemilanove in Iran, l’obiettivo non era il crollo del regime, l’obiettivo era difendere l’idea ‘il mio diritto, il mio voto’, quindi non ha avuto esito positivo”.