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La Svizzera difende il sistema del cittadino-soldato

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La Svizzera difende il sistema del cittadino-soldato

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In Svizzera, gli uomini continueranno a custodire in casa il fucile d’assalto che hanno ricevuto in custodia durante il servizio militare.

La maggioranza dei cantoni elvetici ha respinto l’iniziativa referendaria di socialisti e organizzazioni pacifiste, che voleva mettere fine a un sistema in vigore dal 1874.

“Alla nostra epoca non è più necessario. E poi anche se hanno il fucile, non hanno le pallottole… ma comunque credo che avere un fucile in casa di questi tempi sia inutile. Senza contare che bandire questa tradizione eviterebbe diversi incidenti”.

Sono i dati sui suicidi mediante armi da fuoco che avevano motivato il referendum perché sono i più alti d’Europa. L’iniziativa era stata però fortemente osteggiata dalle formazioni di destra.

“E’ in gioco la nostra identità, il nostro sistema democratico, la nostra libertà. La Svizzera esiste grazie al nostro esercito, graize ai cittadini che servono nelle forze armate, le armi sono sempre state custodite a casa”.

Città e borghi rurali hanno votato in modo opposto. A Ginevra ha prevalso il sostegno all’inziativa, ma sono stati i cantoni più tradizionalisti a salvare il sistema del cittadino-soldato, pronto a essere richiamato come riservista.