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A piazza Tahrir, manifestanti minacciano altre proteste

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A piazza Tahrir, manifestanti minacciano altre proteste

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I manifestanti minacciano di tornare a protestare al Cairo, se le promesse non saranno mantenute. In piazza Tahrir restano circa duemila persone, nonostante la richiesta dell’esercito di sgomberare il luogo simbolo della rivolta che ha cacciato Mubarak. La polizia militare ha cercato di disperdere la folla ancora presente, chiedendo di smontare le ultume tende rimaste allestite. Nella piazza è ripresa la circolazione, ma per il ritorno alla completa normalità occorre attendere.

Non tutti, però, la pensano allo stesso modo: “I militari hanno cercato di allontanare le persone dalla piazza. Ma non è servito – dice un manifestante -. Abbiamo ancora alcune richieste e non ci sposteremo da qui fino a quando non saranno esaudite. Sono sicuro che i militari non faranno del male agli egiziani, sono bravi, sono dei nostri”. “La nostra richiesta principale, ossia la caduta del regime, è stata accolta. L’obiettivo comune, ossia potere vivere in libertà, è stato raggiunto – spiega un altro ragazzo -. Chi resta qui ha altre richieste però, richieste irrealizzabili. Il mondo è stato creato in sette giorni, pretendere di avere tutto in un solo giorno è sbagliato”.

I militari rimuovono dalla piazza i segni di quasi venti giorni di una lotta non ancora conclusa. I manifestanti vogliono elezioni libere, il rilascio dei prigionieri politici, la revoca dello stato di emergenza in vigore da 30 anni. E alle loro rivendicazioni si aggiungono quelle dei poliziotti che – per chiedere migliori condizioni di lavoro – hanno manifestato davanti al ministero dell’Interno, dove alcuni testimoni hanno riferito di avere udito colpi di arma da fuoco.