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Il giorno del "nuovo Egitto"

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Il giorno del "nuovo Egitto"

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La piazza che dal 25 gennaio ha raccolto le urla dei manifestanti, le loro preghiere e le loro lacrime, oggi è diventata il luogo in cui ritrovarsi per festeggiare la nuova nascita del paese, come è stata ribattezzata l’era post-Mubarak.

“Il popolo e l’esercito sono una sola mano grida un’altra delle voci di piazza Tahrir alzate la testa egiziani”.

Piazza Tahrir mostra i segni dei 18 giorni che hanno cambiato il paese. 18 giorni di presidio costante, una città nella città.

A centinaia hanno risposto all’appello del manager di Google, arrestato durante le manifestazioni, per ripulire il luogo simbolo della protesta.

Il primo giorno senza il contestato presidente è anche un momento per ricordare le vittime di questa rivoluzione, almeno 300, secondo l’Onu e Human Rights Watch.