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Egitto: cronaca di una rivoluzione

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Egitto: cronaca di una rivoluzione

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E’ stato l’ormai ex vice presidente egiziano Omar Suleiman ad annunciare la partenza del capo di stato.

“Nel difficile momento che l’Egitto sta vivendo, il presidente Hosni Munarak ha deciso di abdicare dalla presidenza egiziana”.

La folla aspettava questo momento dal 25 gennaio. Il raìs ha lasciato il Cairo nel venerdì di preghiera, cedendo l’amministrazione del paese al Consiglio Supremo delle Forze Armate.

Il portavoce, in diretta televisiva, ha ricordato «i martiri» che hanno sacrificato la vita nella rivoluzione contro il regime e ha ringraziato il presidente Mubarak «per il contributo che ha dato al Paese in pace e in guerra».

L’esercito si è riservato di definire in un secondo momento le misure e le procedure da seguire.

L’annuncio ha fatto scoppiare la gioia al Cairo e nel resto del paese. Oltre un milione di persone hanno manifestato in tutto l’Egitto nel 18esimo e ultimo giorno di mobilitazione.

“Ringrazio Dio perché abbiamo fatto di tutto per farlo andare via. Nessun discorso poteva soddisfarci, volevamo solo che partisse. Chi lo rimpiazzerà dovrà lavorare nell’interesse del paese e del popolo. Vogliamo un massimo di due mandati per il presidente, bisogna cambiare la costituzione, in modo che il capo di stato non resti in eterno. Non vogliamo qualcuno che arrivi e piazzi i suoi figli. Vogliamo un regime parlamentare, come in qualunque altra Repubblica. Vogliamo che il primo ministro diriga il paese e che la presidenza sia solo un titolo onorifico”.

L’era Mubarak è finita. La prossima sfida deglo egiziani sarà creare le basi della futura democrazia.