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Algeria a una svolta per la lega diritti dell'uomo

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Algeria a una svolta per la lega diritti dell'uomo

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Anche gli algerini cercano il loro appuntamento con la storia e reclamano un cambiamento dopo anni di violenze, stato d’emergenza e paralisi politica.

euronews ha intervistato Khelil Abdelmoumène, segretario generale della Lega algerina dei diritti dell’uomo: “Vogliamo che questo cambiamento sia pacifico e basato su principi democratici e sul rispetto dei diritti dell’uomo.

Il regime algerino è un sistema complesso: il potere non è nelle mani del presidente della repubblica. È l’istituzione militare a monopolizzare il potere.

Il popolo vuole un vero cambiamento, non all’interno del regime, ma un cambiamento del regime stesso.

Le manifestazioni del 12 febbraio sono solo l’inizio di un processo che porta a una svolta democratica e pacifica.

Gli algerini hanno fatto grandi sacrifici, a partire dalla guerra d’indipendenza e poi con la rivolta d’ottobre del 1988 che ha portato a un’apertura democratica, abortita con l’interruzione del processo elettorale del 1992. Ciò è costato anni di terrorismo. Ma siamo nel 2011, vale a dire quasi 10 anni dopo la fine della violenza politica nel paese.

Gli algerini vogliono vivere qualcosa di diverso da ciò che hanno vissuto nell’ultimo ventennio.

La gioventù, chiamata la gioventù dello stato d’emergenza perché nata con esso, aspira a un nuovo domani dove si possa vivere nella libertà e dove ricoprire il ruolo che le compete nella società”.