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Obama e gli altri: "Insoddisfatti da Mubarak"


Egitto

Obama e gli altri: "Insoddisfatti da Mubarak"

Un detonatore, piuttosto che un balsamo. Concorde con Berlino e la Casa Bianca, Mohammed El Baradei si è detto preoccupato per il possibile effetto delle mancate dimissioni di Mubarak sull’escalation della protesta. “L’esercito intervenga per salvare il popolo – l’appello lanciato dall’ex numero uno dell’Aiea – l’Egitto sta per esplodere”.

Mai così duro, anche il presidente degli Stati Uniti Obama sembra aver perso la pazienza. Chiesto al Cairo di sgombrare il campo da ambiguità retoriche, il numero uno della Casa Bianca ha rimproverato al governo egiziano di non aver ancora intrapreso un cammino “credibile, chiaro e inequivocabile” verso la democrazia.

Quasi in fotocopia, l’intervento del vicecancelliere e ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle. “Il discorso del presidente Mubarak – ha detto – non ha schiuso alcuna nuova prospettiva. Non ha rappresentato un passo avanti, non ha sortito un effetto liberatorio sull’Egitto e non ha fatto che accrescere, piuttosto che lenire, le preoccupazioni della comunità internazionale”.

Per l’Unione Europea si è subito fatta sentire Catherine Ashton: “Per l’Egitto – ha detto – il momento di cambiare è adesso”.

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