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L'esercito egiziano: una posizione ambigua.

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L'esercito egiziano: una posizione ambigua.

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Finora l’esercito egiziano ha sempre cercato di mostrarsi neutrale nel conflitto che oppone il regime ai manifestanti della piazza Tahrir. Nei fatti la posizione dei militari potrebbe essere meno equidistante di quanto affermato.

L’Egitto non è la Tunisia, dove, prima della rivoluzione, la struttura repressiva era demandata alla polizia. Al Cairo i generali sono sempre stati sul ponte di comando e si confondono con il potere. Lo stesso Mubarak viene dall’esercito, così come il neo vice presidente Suleiman e anche il neo premier Shafiq è un militare. Sono attualmente i carri armati a proteggere il quartier generale del presidente da ogni possibile pressione della folla. E sarebbero centinaia gli oppositori arrestati in piazza Tahrir dai soldati.

Le organizzazioni internazionali per il rispetto dei diritti umani stanno raccogliendo decine di testimonianze di casi di tortura e intimidazione. E sono tante anche le denunce di persone scomparse nel nulla dopo aver partecipato all’occupazione della piazza simbolo del movimento.