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Sud Sudan, gioia e sfide dell'indipendenza

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Sud Sudan, gioia e sfide dell'indipendenza

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Il Sud Sudan festeggia l’indipendenza dal nord musulmano, sancita per via referendaria, e volta le spalle a vent’anni di guerra civile e 2 milioni di morti.

Il 9 di luglio la proclamazione ufficiale del nuovo stato, già riconosciuto dalla Casa Bianca.

“D’ora in avanti alzeremo questa bandiera, quella del Sud Sudan, e canteremo tutti l’inno nazionale”, dice Santino Riach Makel, abitante di Juba, “Quindi sono molto felice: io sono uno degli orfani che oggi qui stanno festeggiando insieme alle vedove. Tutte queste persone sono vittime della guerra”.

Khartoum e Juba dovranno ora accordarsi sui confini e sulla spartizione dei profitti del petrolio. E dei 26 miliardi di euro di debiti.

E per il Sud Sudan, la sfida della governance: “Il Sud Sudan è in realtà la costruzione di un nuovo stato da zero”, spiega Jennifer Cooke, direttrice del programma Africa del Centro studi internazionali strategici, “Malgrado la presenza di persone valide ai massimi livelli, la capacità e l’esperienza di governo sono minime. E le sfide per lo sviluppo enormi”.

Un esempio per tutti: nella stessa capitale, poche le strade in perfetta efficienza. Dietro, un’estensione infinita di baracche dove la gente sopravvive con meno di 60 centesimi di euro al giorno, un bambino su 2 è malnutrito, 3 adulti su 4 sono analfabeti.