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Slogan cori, lacrime e satira politica in Piazza Tahir

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Slogan cori, lacrime e satira politica in Piazza Tahir

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“E’ lui che se ne va e noi restiamo”. E’ uno dei tanti slogan della rivoluzione egiziana. I cori improvvisati e gridati a squarciagola da piazza Tahir sono ormai l’emblema della rivolta. L’inviato di euronews Luis Carballo:

“Tutte le rivoluzioni hanno i loro simboli e questa non fa eccezione. La piazza Tahir è una grande tribuna in cui chiunque può lanciare un nuovo slogan che sarà ripetuto dalla folla. Qui la storia si sta scrivendo con battute, striscioni, ritornelli improvvisati. Con sangue e lacrime, ma anche con un gran senso dell’umorismo”.

La folla non invoca solo Allah, c‘è anche posto per le metafore calcistiche. Per questo manifestante il popolo è l’arbitro del paese.

“La partita si è già giocata. Mubarak è ai tempi supplementari. Non sappiamo perché si rifiuti di partire perché ha già ricevuto un cartellino rosso. Quando l’arbitro dice qualcosa normalmente è senza appello. E ora il popolo è l’arbitro”.

E così accanto ai cartelloni di protesta, accanto alle foto delle vittime e dei dispersi, si riempiono interi muri con bigliettini di pura satira politica.