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Egitto, in piazza Tharir tra blindati e foto dei martiri

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Egitto, in piazza Tharir tra blindati e foto dei martiri

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Sono arrivati a dormire sotto i carri armati per impedire che se ne vadano. I manifestanti si stringono intorno all’esercito, considerato l’antidoto più efficace contro la tentazione di sgomberare la piazza con la forza.

“Sono qui da tre giorni. Mi sono allontanata una volta soltanto per visitare mia madre che è malata, e sono tornata questa mattina. Rimarrò qui fino a quando il dittatore se ne sarà andato. La sua statua è già stata abbattuta, almeno quella”.

La feroce repressione delle prime settimane ha creato dei martiri. I loro ritratti campeggiano in piazza Tahrir. Per alcuni, il loro sacrificio è un esempio da imitare:

“Sarei pronto a morire per cacciare questo regime ingiusto. E non si tratta solo di cacciare il governo egiziano, tutti i regimi internazionali sono ingiusti. Tutti i leader, in ogni parte del mondo, sono ingiusti”.

Pur avendo ottenuto risultati impensati fino a un mese fa, i manifestanti non danno segni di cedimento, anzi la loro determinazione aumenta di giorno in giorno. Il nostro corrispondente al Cairo Mohamed Elhami:

“La protesta entra nella sua terza settimana. I manifestanti temono che i negoziati in corso con il governo non soddisfino tutte le loro rivendicazioni”.

Piazza Tahrir, cuore della protesta, è una città nella città, dove si mangia, si dorme, si prega. Presidiare la piazza, per migliaia di manifestanti, significa che la lotta continua.