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Egitto: nel giorno dei martiri, in piazza insieme copti e musulmani

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Egitto: nel giorno dei martiri, in piazza insieme copti e musulmani

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Croce e corano uniti. Chi li regge urla i medesimi slogan da piazza Tahrir, con un obiettivo unico: Hosni Mubarak. Piazza Tahrir è traboccante di folla anche nel tredicesimo giorno di manifestazioni, il primo nel quale il Cairo ha provato a tornare almeno in parte alla normalità, con l’apertura di banche e uffici.

“La nostra chiesa – dice Michael Mounir, a capo dell’associazione copta americana, al Cairo per partecipare alle manifestazioni – non sosterrà questo regime, che va avanti da trent’anni. Usa la tattica del bastone e della carota: ‘se scendete in strada, ne pagherete le conseguenze. Verranno chiuse le chiese e vi impediremo di fare qualsiasi cosa’”.

Cristiani copti e musulmani hanno pregato nella stessa piazza e scandito gli stessi cori contro il presidente, dal quale non è arrivato nessun segnale. L’ipotesi di una sua remissione del mandato appare ancora remota.

“Non voglio parlare di me – afferma l’imam Taha dell’Università islamica Al-Azhar – ma qualcosa la voglio dire. Dormo qui da diversi giorni e spesso uno dei miei fratelli cristiani mi ha coperto durante la notte. Ho visto cose meravigliose. A Mubarak voglio dire questo: la sola cosa buona che ha fatto è mostrare quanto siano uniti gli egiziani”.

La giornata di oggi è stata dedicata ai “martiri”, le vittime della repressione da parte della polizia nei primi giorni e della controffensiva dei gruppi organizzati da Mubarak tra mercoledì e giovedì. Le loro foto riempiono i giornali di oggi del Cairo.