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Egitto: al Cairo in piazza per il dodicesimo giorno

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Egitto: al Cairo in piazza per il dodicesimo giorno

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Piazza Tahrir è affollata come sempre dall’inizio delle proteste anti-Mubarak, giunte al dodicesimo giorno. La situazione durante la mattinata è stata tranquilla, dopo che già ieri si era registrato un deciso calo delle tensioni rispetto alle giornate di mercoledì e giovedì, quando gli scontri tra i sostenitori del presidente e gli oppositori al suo regime sono stati intensi e violenti e hanno provocato vittime.

La richiesta della piazza è, comunque, sempre una sola: Mubarak deve lasciare la presidenza e il Paese. Lo chiede a gran voce anche il nobel Mohammed El Baradei, proclamato dalla folla leader dell’opposizione, che si è detto pronto a candidarsi alla guida del Paese.

Bocciata, dunque, l’ipotesi di una transizione che conservi all’attuale presidente un ruolo di “pura facciata” fino alle elezioni, proposta dal suo vice Omar Suleiman.

Il generale dell’esercito è al centro di un giallo. Nella notte si era diffusa la voce che fosse scampato a un attentato, nel quale sarebbero rimaste uccise due guardie del corpo. La sicurezza ha smentito che tale attentato ci sia mai stato.

Dall’Europa sono il cancelliere tedesco Angela Merkel e il premier inglese David Cameron ad auspicare una transizione rapida per l’Egitto, mentre il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha espresso il timore che nell’instabilità si faccia largo un nuovo regime autoritario, che complicherebbe il già delicato quadro politico mediorientale.