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Egitto: i Fratelli Musulmani

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Egitto: i Fratelli Musulmani

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Da mercoledì piazza Tahrir riassume l’immagine di un Egitto spaccato in due, tra i sostenitori di Mubarak e i suoi oppositori. Tra questi ultimi ci sono i Fratelli Musulmani. Defilati, all’inizio della mobilitazione, ora chiedono apertamente che il Rais lasci.

“Più volte – dice Rashad Al-Bayoumi, vicepresidente del movimento – abbiamo sentito false promesse e non è cambiato nulla. Mubarak non ha realizzato niente negli ultimi 30 anni, per cui cosa dovrebbe realizzare in otto mesi?”.

Ma chi sono i Fratelli Musulmani?

Raggruppati con altri partiti in una coalizione battezzata ‘comitato di monitoraggio delle rivendicazioni del popolo’, se non hanno voluto essere in prima linea all’inizio delle proteste, è stato solo per evitare che la loro presenza potesse servire da scusa a una dura repressione.

Perché, seppur tollerata, la confraternita in Egitto non è legale e diversi suoi membri sono in carcere. Il movimento, fondato nel 1928 durante l’occupazione britannica, voleva contrastare l’influenza degli occidentali e imporre i valori islamici. Oggi, divisi tra riformatori e conservatori, sono guidati da un radicale, eletto lo scorso anno.

Nel 2005, durante le prime elezioni aperte a candidati diversi da quelli del regime, i Fratelli Musulmani conquistano il 20% dei voti e 88 seggi in Parlamento.

Pur essendo la forza d’opposizione più strutturata, non è un partito perché nel 2007 in Egitto è stato proibito a tutti i movimenti religiosi di costituirsi in formazione politica. Una riforma voluta da Hosni Mubarak come misura per la lotta al terrorismo.

Ma i Fratelli Musulmani hanno rinunciato alla lotta armata dagli anni Settanta. Contrariamente ad Hamas che, fin dalla sua fondazione, si presenta come uno degli alleati dei Fratelli Musulmani ma che non rinuncerà mai alle armi. Tuttavia, proprio come Hamas, i Fratelli hanno tessuto una potente rete sociale che si occupa dei più poveri, là dove lo Stato è carente, e quindi sono molto rispettati dalla popolazione.

In Egitto sono la forza più organizzata, dopo l’esercito. Il loro credo è sempre lo stesso: islamizzare la società, introducendo la Sharia e un rigido puritanesimo.

Per alcuni analisti un loro successo elettorale sarebbe accettato dall’esercito purché non comprometta la situazione internazionale del Paese, ed eventuali tensioni con Israele non portino a un conflitto armato.