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L'Egitto modifica l'agenda dei 27


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L'Egitto modifica l'agenda dei 27

Il vertice dell’Unione europea di venerdì si piega di fronte all’incalzante attualità in Medio oriente.

Dedicato inizialmente all’energia e all’approvvigionamento energetico, il summit focalizzerà la propria attenzione sugli avvenimenti che stanno interessando l’Egitto.

I cinque Paesi più influenti dell’Europa hanno chiesto che il processo di transizione nel Paese cominci subito, ma non si sono spinti fino a chiedere le dimissioni di Mubarak.

Guy Verhofstadt, eurodeputato liberale: “Penso che se l’Unione europea insieme agli americani avesse preso una posizione ferma dall’inizi, chiedendo a Mubarak di partire, questa violenza si sarebbe potuta evitare”.

Di fronti agli eventi tunisini e egiziani, l’Europa è parsa come intorpidita e si è mossa ricalcando le orme degli Usa. In molti adesso vogliono che l’Unione europea riveda la propria politica nei confronti dei paesi della riva meridionale del Mediterraneo

Charles Tannock, eurodeputato conservatore: “La baronessa Ashton ha fatto una richiesta minima, prudenza verso i cambiamenti,i cambiamenti repentini sono sempre rischiosi e chiederli significa interferire nelle vicende interne di uno stato che è un buon alleato dell’Occidente”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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