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Cairo, l'inviato di euronews racconta la battaglia

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Cairo, l'inviato di euronews racconta la battaglia

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Ennesima giornata di sangue in piazza Tahrir, le fazioni pro e contro Mubarak continuano il loro violento braccio di ferro. In pericolo anche i giornalisti stranieri.

Ce ne parla Louis Carballo, inviato di euronews al Cairo:

“È stata una giornata frenetica, c‘è stata una vera e proria battaglia per le strade con cariche e controcariche tra pro e contro Mubarak.

Si sono affrontati senza sosta intorno alla piazza Tahrir, nel tentativo di sbloccare lo statu quo che dura da 2 giorni.

È stata dura anche per gli operatori della comunicazione, possiamo parlare di una vera e propria caccia ai giornalisti stranieri da parte dei sostenitori di Mubarak, tra i quali abbiamo potuto verificare la presenza di diversi poliziotti in borghese.

In serata, le finestre del palazzo in cui ci siamo rifugiati sono state colpite da proiettili: due tiri diretti, sparati probabilmente da una delle terrazze di fronte solo perché stavamo guardando fuori per fare il nostro lavoro: informare.

La piazza è ancora gremita, piazza Tahrir è piena di oppositori del regime, restano lì, sono riusciti a conquistare terreno, rimangono dietro le barricate.

Questo è un momento di calma ma oggi abbiamo vissuto dei momenti molto, molto tesi”.

euronews

In una conversazione precedente Louis ci aveva parlato di spari che provenivano dai blindati

Carvallo

“Si, effettivamente ce ne sono stati diversi. Oggi abbiamo visto l’esercito diciamo più attivo rispetto ai giorni scorsi, hanno cercato di allontare i pro Mubarak senza riuscirci davvero: quelli tornavano dopo qualche minuto a rioccupare i cavalcavia sopra piazza Tahrir, come avete potuto vedere dalle immagini che vi abbiamo inviato.

È qui che si concentrano i sostenitori di Mubarak ed è qui che i soldati hanno effettuato diversi blitz per mandarli via. Ma una volta passati i blindati, quelli tornavano alle loro postazioni. Anche se ora la loro presenza è nettamente diminuita”.