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Tunisia del dopo Ben Ali chiede il sostegno dell'Ue

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Tunisia del dopo Ben Ali chiede il sostegno dell'Ue

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La Tunisia tenta di inaugurare un nuovo capitolo della sua storia, dopo la rivoluzione che ha cacciato il presidente Ben Ali. E nel farlo conta sulla collaborazione dell’Unione europea.

Lo ha detto il neo-ministro degli Esteri tunisino Ahmed Ouneies, incontrando a Bruxelles la titolare della diplomazia dei Ventisette, Catherine Ashton: “Riguardo il presente e il futuro della Tunisia, l’Europa non aspetta, l’Europa ha assunto le proprie responsabilità. Lo dico in qualità di esponente del nuovo governo tunisino che si è insediato dopo una parentesi dispotica. Il mio primo viaggio ufficiale è a Bruxelles e questo significa che l’Europa ha assunto precise responsabilità nei nostri confronti”.

Sullo sfondo, le critiche mosse da alcuni eurodeputati alla politica estera dell’Unione, che si sarebbe mossa in ritardo nel prendere posizione sulla rivolta tunisina.

“Nel Trattato di Lisbona sono state gettate le basi per garantire all’Unione europea una politica estera efficace – sostiene il portoghese Mario David – E’ un peccato che poi ogni paese continui a lavorare per sé stesso”.

“La politica estera dell’Unione è stata sempre quella di mettersi d’accordo con i vari stati, anche quando erano governati da dittatori – sostiene Daniel Cohn Bendit – E’ questo che va rimesso in discussione: oggi si chiede a Catherine Ashton e al suo staff di mettersi al servizio delle popolazioni che vogliono diventare libere”.

Dopo la Tunisia, l’Egitto. Anche in questo caso, il Parlamento europeo accusa Ashton di mantenere una linea troppo morbida rispetto a quanto sta avvenendo.