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Giordania, nuovo premier per calmare le proteste

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Giordania, nuovo premier per calmare le proteste

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Cambio al vertice in Giordania: Marouf el Bakhit, ex generale, è il nuovo premier.

Sostituisce Samir Rifai che sconta una politica economica invisa al popolo.

Un nuovo governo voluto dal re Abdullah II per avviare un processo di riforme e calmare la piazza che, anche qui, da 3 settimane protesta contro il carovita e per un miglioramento sociale.

Ma la nomina non accontenta l’opposizione islamica. El Bakhit, già premier nel 2005, non è un riformatore, dicono, e sotto di lui ci sono state elezioni scorrette.

“Si tratta della sostituzione di una persona con un’altra, ma la tendenza non cambia”, commenta Maysara Malas, attivista di un’associzione professionale, “Il premier non rappresenta la maggioranza del parlamento e non è una scelta libera come avviene nei paesi democratici”.

“La domanda generale è di cambiare la tendenza politica e avviare riforme radicali”, dice un militante islamico, Badi Rafaya, “Speriamo che l’attuale cambiamento sia un passo in questa direzione”.

Il 25 per cento dei giordani vive in povertà, la disoccupazione è al 15 per cento.

Questa la situazione che el Bakhit dovrà affrontare.

Il re conta su di lui per evitare che il malcontento prenda la piega egiziana e tunisina.