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Egitto, l'esercito non sparerà sui manifestanti

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Egitto, l'esercito non sparerà sui manifestanti

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Non spareremo sui manifestanti. Le loro rivendicazioni, se espresse pacificamente, sono legittime.

Lo affermano le forze armate egiziane mentre la protesta prosegue a oltranza, a poche ore dallo sciopero generale e dalla marcia del milione indetti al Cairo.

Una mobilitazione lunga una settimana che non si è placata neppure con la decisione del presidente di modificare metà del governo cambiando alcuni ministeri chiave, come interno e finanze.

Le proteste sono nate contro il regime e continueranno, dicono, finché Mubarak e i suoi non avranno lasciato definitivamente la scena:

“Rifiutiamo tutto quello che proviene dal partito di Mubarak. Vogliamo la fine del regime. Il popolo scelga il proprio futuro”.

“Tutta la popolazione chiede che il presidente se ne vada. Poi sarà il popolo a scegliere con elezioni libere e trasparenti, questo è il punto di vista della gente”.

“All’inizio avevo paura di scendere in piazza ma oggi sono qui con tutti gli altri a sostenere la richiesta che tutti facciamo: Mubarak se ne deve andare”.

Trent’anni di regime a cui gli egiziani dicono basta.

“Non c‘è dunque alternativa alla caduta del regime, commenta Mohammed Elhamy di euronews, “È cosi che gli egiziani rispondono all’annuncio di un nuovo governo che loro considerano identico al vecchio”.