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Egitto, comitati di auto difesa contro i saccheggi

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Egitto, comitati di auto difesa contro i saccheggi

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Al Cairo, i poliziotti sono tornati a pattugliare le strade. Si erano eclissati il tempo di un week-end dopo il venerdì della collera e i violenti scontri con i manifestanti.

In loro assenza, i cittadini si sono organizzati in gruppi di auto difesa. Sollecitati dall’esercito, proteggono abitazioni e beni nazionali.

E hanno persino improvvisato posti di blocco, soprattutto dopo la notizia della fuga di un migliaio di detenuti dalle carceri.

La preoccupazione è la criminalità spicciola che approfitta del caos della rivolta per furti, incendi e saccheggi.

“Sono contento di ciò che i giovani stanno facendo”, dice un egiziano, “e orgoglioso di coloro che proteggono le nostre case perché amano questo paese. È il nostro paese e dobbiamo difenderlo”.

“Non ci sentiamo sicuri, nemmeno con la polizia per cui abbiamo deciso di proteggerci e proteggere case e strade”, commenta un altro cittadino, “Abbiamo parenti nell’esercito, ci hanno detto che dobbiamo farlo perché non c‘è sicurezza e la situazione potrebbe peggiorare”.

Inquietudini registrate anche dal nostro corrispondente al Cairo, Mohammed Elhamy: “Il gran numero di poliziotti per le strade non basta a tranquillizzare i cittadini: i comitati di auto difesa sono l’unico modo per garantire la sicurezza”.

Ma non è quel ritorno massiccio di poliziotti annunciato dalle autorità.

Sono in molti a credere che dietro ci sia un calcolo politico preciso di Mubarak, che spera nei disordini per mantenersi in sella.