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Egitto: i civili organizzano la sicurezza nei quartieri del Cairo

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Egitto: i civili organizzano la sicurezza nei quartieri del Cairo

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Il Cairo è ormai una città senza polizia dove la gente ha cominciato a difendersi da sola dai saccheggi e dalle violenze in uno stato di totale assenza di regole. Lo fanno con coltelli, bastoni, mazze da baseball.

“Siamo noi a proteggere il paese adesso – dice Madhat Shaker, – abbiamo catturato un poliziotto e un militare mentre rubavano da una gioielleria. Puoi chiedere all’esercito. Oggi ne abbiamo presi almeno cinque”.

Ci si organizza per ripulire le strade, spegnere gli incendi, ma tra la popolazione si comincia a sentire la fame e la paura.

“Il paese è molto vicino al collasso”, spiega preoccupato il proprietario di un distributore. “Mancano cibo e acqua. Cosa dovremmo fare adesso? La gente morirà di fame se i saccheggi continuano”.

“Non ci siamo sentiti al sicuro per giorni interi”, protesta una donna egiziana davanti a un negozio. “Dov‘è la polizia, dov‘è il Governo? Dove sono scappati? Dovrebbero proteggerci. Ma dove sono? L’esercito non può fare tutto da solo. Ci sono ladri e delinquenti ovunque e non è difficile capire cosa hanno in mente di fare. Non dormiamo da giorni!”

Gli abitanti del Cairo cercano di procurarsi cibo e vivere necessari per i prossimi giorni perché non si ha idea di quanto potrebbe protrarsi questo stato di cose. La capitale porta i segni delle violenze e della distruzione. Della stazione della polizia resta solo l’involucro. Il resto è bruciato.