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L'Egitto si prepara a un'altra giornata di proteste

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L'Egitto si prepara a un'altra giornata di proteste

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Il Cairo si prepara a un’altra giornata di proteste. Al mattino, carri armati già si posizionavano nel centro della capitale egiziana, dove da cinque giorni la popolazione è mobilitata contro il presidente Hosni Mubarak. Sulle strade, le tracce degli scontri di venerdì: almeno 5 persone sono morte e circa 900 ferite. Dato alle fiamme il quartier generale del Pnd, il partito di Mubarak, oltre a mezzi di esercito e polizia. Violenza e scontri anche ad Alessandria e Suez, mentre Internet e la rete dei cellulari venivano bloccati.

L’anziano presidente è apparso in tv ieri sera, annunciando la destituzione del governo in carica. Ma lui, al potere da 30 anni, resta al suo posto. Pone anzi se stesso a garanzia del Paese contro le violenze in atto. Il raìs egiziano ha espresso dolore per le vittime e ha annunciato la formazione di un nuovo esecutivo, incaricato di affrontare le priorità e i problemi veri degli egiziani.

Nessuno però sembra scommettere sul fatto che l’intervento di Mubarak possa calmare la folla. E’ contro di lui e il sistema di potere che tiene saldamente in mano da decenni che la popolazione egiziana si sta sollevando, con una rivolta destinata forse a cambiare il volto dell’Egitto.