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Tunisia, dopo la rivolta è tempo di dialogo?

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Tunisia, dopo la rivolta è tempo di dialogo?

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In Tunisia la sommossa popolare sembra rientrare. Forse è giunto il tempo del dialogo.

La svolta, con l’esecutivo di unità nazionale II annunciato ieri dal pur contestato primo ministro Mahmmoud Gannouchi, per 11 anni premier con il deposto presidente.

A parte lui, un governo epurato dagli uomini di Ben Ali, come chiedeva la piazza, e reso possibile dall’appoggio del sindacato.

Obiettivo: portare il paese a elezioni democratiche entro 6 mesi.

“Quello che vogliamo”, dice un dimostrante, “è che le nostre richieste siano soddisfatte tramite negoziati tra governo e manifestanti. Abbiamo formato comitati popolari per sederci a un tavolo con loro ma ci stanno evitando, funzionari o sindacati che siano”.

Alla Casbah, dove era accampata la protesta, la polizia è intervenuta con i lacrimogeni per evacuare gli ultimi irriducibili. Ma c’era già aria di smobilitazione.

Gannouchi resta, ma la rivolta del gelsomino incassa un governo pulito, il mandato di cattura internazionale contro Ben Ali e gli arresti del suo entourage. Ancora ieri, alcuni parenti della moglie sono stati bloccati all’aeroporto mentre cercavano di scappare.