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Premier svedese: "Non abbiamo finanziato le banche, ma l'occupazione"

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Premier svedese: "Non abbiamo finanziato le banche, ma l'occupazione"

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Il capo del governo svedese, Fredrik Reinfeldt, intervistato da euronews, rivela la sua ricetta contro la crisi.

Isabelle Kumar, euronews:

Primo ministro, grazie mille per essere qui con noi su euronews. La Svezia ha deciso alcuni anni fa di non aderire all’euro e penso che lei sia contento di questa decisione.

Fredrik Reinfeldt, primo ministro svedese:

E’ stato un referendum, quindi è stato il popolo svedese a dire ‘No’. Certamente ora la Corona Svedese è molto forte, ma penso che per il futuro l’euro sia una buona idea. Mantiene unita l’Europa, quindi non sono sicuro che tra un po’ di tempo non ne ridiscuteremo.

euronews:

Quindi lei è d’accordo con il presidente francese Sarkozy che ieri ha detto che sarebbe un cataclisma se l’euro crollasse.

Fredrik Reinfeldt:

Sí, certo, ma non credo che succederà. E penso che possiamo fare molto di piú per le riforme e anche per abbassare l’enorme deficit cui assistiamo in alcuni Paesi europei. Penso che dovremmo concentrarci su questo, perché forse si è discusso troppo dei meccanismi della crisi e dei prestiti e della possibilità di un crollo, ma alla fine abbiamo un lavoro da svolgere, e tutti noi abbiamo la responsibilità di rimettere in ordine le nostre economie.

euronews:

In uno dei panel di discussione, George Soros si è spinto fino a dire che in questo momento abbiamo “un’Europa a due velocità”. I Paesi che fanno fatica da un lato, e quelli piú robusti dall’altro. Lui pensa che ció potrebbe anche portare a una disintegrazione dell’Europa. Lei crede che ció significhi andare troppo oltre?

Fredrik Reinfeldt:

Sí, lo penso. E dovremmo ricordare che coloro che stanno andando molto bene oggi hanno avuto grandi problemi prima, come la Svezia 20 anni fa. Quindi si puó sempre cambiare strada, far bene, riformare l’economia, incrementare la propria competitività ed uscirne piú forti, quindi non è una divisione che rimarrà sempre uguale e penso che sia molto importante ricordarlo.

euronews:

Lei mi ha detto che è qui perché per certi versi siete un esempio per molte nazioni, perché avete fatto la cosa giusta, e discute di questo nei panel. Quali cose giuste avete fatto esattamente?

Fredrik Reinfeldt:

Prima di tutto non abbiamo dato il denaro dei nostri contribuenti alle banche, non l’abbiamo utilizzato per coprire i costi o le perdite di industrie o aziende non competitive. Abbiamo diretto gli investmenti verso la ricerca e lo sviluppo, per mettere al primo posto il lavoro. Abbiamo avuto una politica molto attiva per l’occupazione, la formazione e misure simili. Penso che questo ci abbia messo in condizione di accrescere la mobilità e di stanziare risorse per ció che deve avvenire, non tanto per ció che c‘è già stato.

euronews:

In Gran Bretagna – suppongo che lo sappia – la chiamano ‘il Cameron svedese’. Le piace questo paragone? Ci si ritrova?

Fredrik Reinfeldt:

Si dà il caso che io e David ci conosciamo, abbiamo piú o meno la stessa età ed entrambi siamo diventati primo ministro. Ci siamo parlati da allora e abbiamo imparato qualcosa l’uno dall’altro. Ho seguito l’esempio di David su molti dei punti per i quali si è impegnato sul clima, e lui ha discusso molto con me, ad esempio, sulla riforma dell’istruzione che abbiamo fatto in Svezia.

euronews:

Torniamo a Davos. Lei, come dicevamo, partecipa qui a diversi panel. Vorrei sapere com‘è la vita di un primo ministro quando viene a Davos. Com‘è la sua agenda?

Fredrik Reinfeldt:

E’ febbrile. Sono arrivato ieri sera, rimango fino a domani mattina, partecipo ai panel, ho alcuni incontri per conto mio, vedo il Presidente messicano Calderon e il presidente della Banca Centrale Europea Trichet, quindi faccio buon uso delle ore di lavoro, davvero febbrili.