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Egitto: ancora scontri, protesta sempre più "politica"

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Egitto: ancora scontri, protesta sempre più "politica"

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Protesta ad oltranza in Egitto, nonostante gli arresti, i lacrimogeni e le pallottole di gomma: ancora in serata si registravano scontri tra manifestanti e polizia. È salito a cinque il totale dei morti, e almeno 150 i feriti.

Sono oltre cinquecento i fermi, tra i quali quelli di 26 giornalisti. Via Facebook, i manifestanti hanno indetto una nuova protesta di massa per venerdì, dopo la preghiera di mezzogiorno. Appello lanciato già oggi, nel timore di una nuova sospensione dei social network. In piazza ci sarà anche Mohamed el Baradei, leader dell’opposizione che rientra in queste ore dall’estero. La protesta, nata per questioni economiche, si fa sempre più politica, secondo il corrispondente di euronews al Cairo:

“All’inizio si trattava di richieste economiche, la gente protestava contro la povertà, la disoccupazione e l’inflazione, per una miglior distribuzione delle risorse: era nata su quelle basi, martedì, la protesta. Ma poi, a partire dalla notte successiva, i manifestanti hanno cominciato a spostare l’asse su un piano più politico, a chiedere il ritiro della candidatura di Mubarak o suo figlio alle prossime elezioni presidenziali, poi si è cominciato a chiedere lo scioglimento del Parlamento e la revoca dello stato d’emergenza: adesso sono queste le principali richieste, e i manifestanti sottolineano che non si fermeranno finché il governo non avrà accolto queste richieste”