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Tunisia: mandato d'arresto contro Ben Ali, ancora proteste

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Tunisia: mandato d'arresto contro Ben Ali, ancora proteste

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Caccia a Ben Ali, rimpasto e tutela esterna sul processo di transizione democratica: sono le tre linee d’azione con le quali il governo cerca di rassicurare la piazza, che resta turbolenta a Tunisi, tanto che la polizia ha dovuto di nuovo fare ricorso ai lacrimogeni.

Sono migliaia di persone, ogni giorno, ad affollare le vie principali di Tunisi, ad assieparsi davanti ai palazzi del potere, per chiedere che se ne vadano tutti quelli che facevano parte del vecchio regime.

È questione di ore, per l’annuncio della nuova formazione del governo e della commissione di saggi. E intanto il ministro della Giustizia, Lazhar Karoui Chebbi, ha annunciato di aver chiesto all’Interpol un mandato d’arresto internazionale contro l’ex presidente Ben Ali e sua moglie, attualmente rifugiati in Arabia Saudita. Sono accusati di aver acquisito illegalmente beni mobili ed immobili, e di aver trasferito capitali all’estero. La Francia prima, poi tutta l’Unione europea, hanno deciso di bloccare i beni che possano esser fatti risalire a Ben Ali.

Provvedimenti che forse avranno effetto sulla protesta di piazza, che comunque da ieri dava i primi segni di divisione: tra chi vuole un cambiamento totale e immediato subito, e chi, invece, chiede di poter tornare a lavorare: basta con gli scioperi, dicevano ieri questi manifestanti.