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Scontri in Egitto, almeno 3 morti

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Scontri in Egitto, almeno 3 morti

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La febbre tunisina si è ormai impadronita anche dell’ Egitto. L’immagine di un manifestante che strappa l’effigie del presidente Hosni Mubarak, leader incontrastato da 29 anni, è un simbolo inequivocabile.

Migliaia di persone hanno manifestato in tutto il Paese: 15 mila al Cairo, altre migliaia ad Alessandria, Assuan, Suez. E in quest’ultima città si sono registrati 2 morti tra i dimostranti colpiti sembra da proiettili in gomma, mentre nella capitale un poliziotto è deceduto dopo essere stato colpito alla testa da un sasso.
“Abbiamo molte rivendicazioni – dice una manifestante -: a cominciare dalla destituzione di Mubarak, seguita poi da richieste sociali, economiche e politiche. Stiamo cercando di fare qualcosa di nuovo: è come un bambino che è appena nato e non sappiamo ancora cosa diventerà”.

Nella grande piazza Tahrir, al Cairo, un gruppo di manifestanti intende formare un presidio permanente.
Ad Alessandria è stato imposto il coprifuoco per tutta la notte. Nuove manifestazioni sono in programma per le prossime ore.