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Obama, Iraq e Afghanistan nel discorso sullo Stato dell'Unione

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Obama, Iraq e Afghanistan nel discorso sullo Stato dell'Unione

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Barack Obama ha toccato una serie di questioni nel discorso sullo Stato dell’Unione di martedì. Si è soffermato molto sulla politica interna, su come risollevare il morale degli americani e prepararli alle sfide future. Poi ha dedicato solo dieci minuti alla politica estera e ha tralasciato alcuni temi, come la situazione in Medio Oriente. Nemmeno una parola a riguardo.

Obama:

“L’America ha rispettato i propri impegni. La guerra in Iraq sta per finire. Ma mentre parliamo Al Qaida e i suoi seguaci continuano a pianificare attacchi contro di noi. Grazie all’intelligence e alle forze dell’ordine stiamo sventando complotti e stiamo proteggendo i nostri cittadini e i nostri cieli”.

“I nostri soldati in Afghanistan hanno preso le roccaforti talebane e addestrato le forze di sicurezza locali. Il nostro obiettivo è chiaro: impedendo ai taleban di ristabilire la stretta sul popolo afghano, negheremo ad Al Qaeda il rifugio sicuro che ha fatto da rampa di lancio degli attentati dell’11 settembre”.

“In Pakistan la leadership di Al Qaeda è sotto pressione più che mai dal 2001. Abbiamo inviato un messaggio dal confine afghano alla penisola arabica, a ogni parte della terra. Non cederemo, non tentenneremo e vi sconfiggeremo”.

“L’America è protagonista anche del tentativo di impedire ad alcuni di assicurarsi le più pericolose armi di guerra. Ora il governo iraniano è di fronte a nuove sanzioni, più severe che in passato. Nella penisola coreana sosteniamo i nostri alleati della Corea del Sud ed esigiamo che la Corea del Nord mantenga i propri impegni, ossia rinunciare alle armi nucleari”.

“Abbiamo visto il desiderio di essere liberi in Tunisia, lì la volontà della gente ha dimostrato di essere più potente degli ordini di un dittatore. E stanotte vogliamo essere chiari: gli Stati Uniti sostengono il popolo tunisino e le aspirazioni democratiche di tutti”.