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Davos, the Wolrd Economic Forum pensa positivo

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Davos, the Wolrd Economic Forum pensa positivo

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In una Davos blindata e coperta di neve, la finanza mondiale si interroga sulla crisi e si scopre prudentemente ottimista.

All’appuntamento svizzero, migliaia di uomini d’affari e svariati capi di governo e di stato. Tra loro anche Medvedev per dire, a 2 giorni dall’attentato all’aeroporto, che Mosca non si piega davanti al terrorismo.

“Il clima a Davos è decisamente positivo”, dice G. Srinivas, vicepresidente di Infosys, “c‘è un più alto livello di ottimismo sia nella comunità finanziaria sia più in generale nei governi e nelle associazioni di categoria riunite qui. In confronto all’anno scorso il clima è positivo”.

Tra gli analisti permane però il timore del contagio: a rischio Portogallo, Belgio e Spagna, che potrebbe traghettare la crisi anche verso l’Italia.

“Bisogna essere un po’ prudenti perché siamo alla fine di una certa quantità di piani di sostegno”, spiega Françoise Gri, presidente di Manpower per l’Europa meridionale, “nella seconda parte del 2011 potremmo trovarci in difficoltà sulla ripresa di una vera crescita nel settore”.

Ma se di ripresa si può parlare, è grazie alle economie emergenti dei Bric: Brasile, Russia, India, Cina, affiancati dal Sudafrica presente a Davos per la prima volta.

“Uno dei messaggi più eclatanti di Davos è quello di essere consapevoli del pericolo”, commenta Isabelle Kumar di euronews, “Il forum ha evidenziato un certo numero di rischi: dalla globalizzazione alla accelerazione del cambiamento tecnologico e allo spostamento delle strutture di potere, solo per citarne alcuni. Far fronte a questa nuova realtà potrebbe portare a una ripresa sostenibile”.