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Attentato in Russia, cadono le prime teste

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Attentato in Russia, cadono le prime teste

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La giornata di lutto nazionale in Russia per le vittime dell’attentato all’aeroporto Domodedovo si è conclusa con i primi siluramenti, in primis quello di un alto funzionario della polizia.

Le autorità russe in una chiesa moscovita si sono100 feriti dell’attacco ancora senza rivendicazione.

La Cecenia non c’entra, ha detto Vladimir Putin che pensa piuttosto all’Inguscezia o al Daghestan.

Un’incertezza che fa crescere la paura: “Sta diventando tutto molto più complicato. Ogni volta che prendo la metropolitana mi guardo intorno”, dice un cittadino russo, “Ora faccio lo stesso all’aeroporto. Come mi devo spostare? In treno o in aereo? È tutto così difficile”.

“La sicurezza a Mosca è un grande punto interrogativo”, dice un’altra russa, “Sono davvero preoccupata dopo la tragedia. In generale, e non solo negli aeroporti ma anche nei trasporti pubblici e in metropolitana dove c‘è stato più di un attentato con perdite di vite umane, la sicurezza è pari a zero”.

Nessuna critica invece per l’FSB, i potenti servizi segreti russi che sapevano dell’attentato, dice la stampa, ma non sono riusciti a impedirlo.