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Libano: violente manifestazioni pro-Hariri, contro governo appoggiato da Hezbollah

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Libano: violente manifestazioni pro-Hariri, contro governo appoggiato da Hezbollah

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I fragili equilibri libanesi sembrano prossimi alla rottura: i sostenitori del premier uscente Saad Hariri hanno manifestato a Beirut e in altre città, hanno bloccato l’autostrada che attraversa il Paese da nord a sud e la strada che porta in Siria, attraverso la valle della Bekaa.

E hanno chiamato i libanesi a un’altra giornata di manifestazioni, un martedì di rabbia.

“Questo è un messaggio per Najib Mikati. Lui non è il nostro primo ministro. Lo avvertiamo: i sunniti a Beirut accetteranno solo Saad Hariri”

Il governo di Hariri è andato in frantumi un paio di settimane fa, per via dell’inchiesta internazionale sull’uccisione di suo padre, Rafik Hariri. Gli Hezbollah, sotto accusa nell’inchiesta, hanno abbandonato l’esecutivo. In seguito Najib Mikati ha lasciato il partito di Hariri, ed è stato candidato dall’opposizione alla guida del governo. È un sunnita, e per questo la sua scelta rispetterebbe, formalmente, la complessa regola di suddivisione del potere, sunniti al governo, cristiani alla presidenza, sciiti alla guida del Parlamento.

Ma il fatto che sia appoggiato dagli Hezbollah, oltre che dai drusi, fa temere un governo in mano a un movimento troppo vicino alla Siria e all’Iran.

Tanto che i supporter di Hariri definiscono Mikati “traditore”, e denunciano un colpo di Stato sciita.