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Tunisia: prosegue la protesta, ma anche il ritorno alla normalità

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Tunisia: prosegue la protesta, ma anche il ritorno alla normalità

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Né il governo, né il lutto fermano la protesta: anche di venerdì, migliaia di persone davanti ai palazzi del potere di Tunisi hanno urlato il loro desiderio di una rottura totale con il passato.

Una protesta pacifica, per chiedere che se ne vadano tutti coloro che hanno avuto un ruolo nel regime che si è chiuso il 14 gennaio, con la fuga del Presidente Ben Alì. Appena ieri il governo provvisorio, guidato da Mohammed Ghannouchi, si è riunito per la prima volta, senza i ministri dell’opposizione, già dimissionari.

“Potere al popolo, Ghannouchi dimissioni”, grida oggi la piazza.

“Il popolo non si è calmato, e non si calmerà finché non saranno spariti tutti i rappresentanti del vecchio regime”, aggiunge un altro manifestante.

La protesta ha fatto passare in secondo piano i tre giorni di lutto proclamati per ricordare le vittime degli scorsi giorni: ottanta, forse anche un centinaio. Solo le bandiere a mezz’asta hanno dato un segno visibile del lutto.

Il governo provvisorio intanto esplora le vie per la normalizzazione: lunedì riapriranno le scuole, ed è stato deciso di scarcerare tutti i detenuti politici.