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Tunisia. I prigionieri politici ritrovano la libertà

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Tunisia. I prigionieri politici ritrovano la libertà

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Abbracci e lacrime di gioia.

I 1800 prigionieri politici detenuti nelle carceri tunisine riassaporano la libertà.

Padri, madri, fratelli e mogli li aspettano all’uscita dei penitenziari dove si sono recati appena il nuovo governo di transizione ha annunciato l’amnistia.
 
“Aspetto mio figlio prigioniero politico che è stato arrestato nel luglio del 2008” spiega un anziano signore mentre il suo vicino racconta:

“Sono venuto fin qui per riabbracciare mio figlio che si è sempre proclamato innocente ma loro lo hanno obbligato a firmare il foglio con l’atto d’accusa”
 
Il regime di Ben Ali rimasto al potere per ben 23 anni aveva promulgato nel 2003 una legge antiterrorismo liberticida che aveva aperto la strada a numerosi abusi. Bastava una voce o una frase critica nei confronti del regime per finire in galera
 
“Mio figlio - sbotta una signora – è stato torturato, ha passato in carcere 3 anni e 5 mesi e io non ho ancora potuto riabbracciarlo. Chi stanno liberando? Nessun musulmano è stato rilasciato”
 
Amnesty International si è congratulata con il governo per la decisione di amnistiare i 1800 prigionieri politici. Alcuni di loro pero’ non sono stati ancora liberati, segnale che nel paese regna ancora la confusione e che portare a termine la transizione democratica non sarà facile.