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Istruzione: il ruolo dell'Unesco

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Istruzione: il ruolo dell'Unesco

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Questa settimana ci occupiamo di una delle organizzazioni chiave nel campo dell’istruzione, l’Unesco. Con la missione di costruire la pace, sradicare la povertà e difendere uno sviluppo sostenibile globale, l’Unesco ha fissato una serie di obiettivi. Tra di essi, un’istruzione di qualità per tutti.

- Mozambico, i bambini salgono in cattedra

L’Africa è una delle priorità dell’Unesco, le statistiche mostrano che circa un quarto dei suoi 383 programmi sono già in atto. In Mozambico un’iniziativa dell’Unesco trasforma i più giovani in insegnanti, i loro alunni sono i familiari.

Quattro volte a settimana, Jonito Antonio, 14 anni, riunisce i suoi genitori, le sorelle, gli zii e le zie per dare lezione di portoghese e matematica. Fa parte del programma “famiglie senza analfabetismo”. Dopo l’indipendenza del Mozambico dal Portogallo nel 1975, il 90 per cento della popolazione era illetterato. Oggi la percentuale è scesa appena sotto il 50 per cento.

- Irina Bokova, direttore dell’Unesco

Abbiamo parlato con il direttore generale dell’Unesco Irina Bokova a Parigi per saperne di più sul lavoro di dell’organizzazione. Bokova sostiene che siano stati fatti grandi passi avanti verso l’obiettivo di un’istruzione di base di qualità per tutti entro il 2015. “La sfida ora sta nella qualità dell’istruzione, non si tratta soltanto di promuovere le iscrizioni alle elementari”, afferma il direttore dell’Unesco.

Secondo Bokova è fondamentale favorire l’istruzione femminile. In questo modo si riducono, ad esempio, povertà e matrimoni precoci.

- Senegal, le venditrici di pesce vanno a scuola

In Senegal la pesca è la più importante attività economica. L’Unesco ha deciso di aiutare le donne che lavorano in questo settore, a Pointe Sarène, a sviluppare le loro qualità grazie alle lezioni scolastiche.

Nel 2007 l’Unesco, in collaborazione con i ministeri dell’istruzione e della pesca senegalesi, ha avviato un programma di formazione per le venditrici di pesce. Imparano a leggere, a scrivere e a contare, ma anche a svolgere diversamente il loro mestiere, migliorando le condizioni igieniche, i sistemi di imballaggio e conservazione. Queste donne hanno formato un’associazione, all’inizio erano 45, ora sono 183.