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Tunisia: primo Consiglio dei Ministri tra le proteste

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Tunisia: primo Consiglio dei Ministri tra le proteste

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Ha reagito sparando in aria la polizia a Tunisi per disperdere i manifestanti. La folla chiedeva volti nuovi al governo e la fine dell’RCD, la formazione del deposto presidente Ben Ali.

Su otto ministri del passato regime solo uno se n‘è andato. Gli altri sette si sono dimessi dal partito e sono rimasti nell’escutivo.

Sono caduti i simboli del regime al termine di una giornata intensa: l’RCD ha dissolto il proprio comitato centrale, ma non ha cessato di esistere e non dovrà farlo secondo il leader dell’opposizione Ahmed Neji Chebbi:
“La piazza può chiedere quello che vuole, ma non bisogna rispondere alle sue esigenze se ha torto. La dissoluzione dell’RCD non è un’esigenza giudiziaria, lo è invece la sua separazione dallo Stato. Avete visto le rivoluzioni nei paesi dell’Europa dell’est. Hanno dissolto il partito comunista? No”.

Tra dimissioni e proteste si è tenuto il primo Consiglio dei Ministri del governo di transizione. L’esecutivo ha discusso un progetto di amnistia generale per i prigionieri politici di tutti i partiti vietati.