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Tunisia, Presidente ad interim: "Rottura col passato"

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Tunisia, Presidente ad interim: "Rottura col passato"

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“La prima cosa che vogliamo è una completa rottura col passato”. Le parole del Presidente tunisino ad interim Fouad Mebazza diffuse in un messaggio televisivo arrivano con la notizia dell’arresto di 33 membri della famiglia dell’ex Capo di Stato Ben Alì. Numerosi i beni confiscati.

Segni e tentativi delle nuove e traballanti istituzioni del Paese di crearsi una credibilità per poter governare il Paese dopo la rivoluzione e la fuga di Alì di Arabia Saudita.

Ahmed Najib Chebbi, leader d’opposizione, ora ministro allo Sviluppo, racconta ai nostri microfoni:

“La credibilità deriva da due elementi: la composizione del governo e la sua pratica, quello che viene fatto. I ministri che fanno parte del vecchio esecutivo o del vecchio partito sono persone che in effetti erano escluse dal cerchio della politica che era nelle mani di una sola persona. Un cerchio assolutamente ristretto di consiglieri nel Palazzo Presidenziale. Ecco perché abbiamo sempre chiesto che il governo abbia un ruolo e una posizione nelle elezioni politiche mentre prima questo non avveniva”.

Per marcare la nuova, inedita distanza tra il potere dell’ex Presidente e le istituzioni sia il Capo di Stato ad interim che il Premier Ghannouchi si sono dimessi dall’Rcd, il partito di Ben Alì.

E a Tunisi piccoli gruppi di manifestanti siedono in strada nonostante il coprifuoco ancora in vigore, seppure ridotto.