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Tunisia: popolazione chiede messa al bando dell'Rcd

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Tunisia: popolazione chiede messa al bando dell'Rcd

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I tunisini dicono no al partito del deposto presidente Ben Ali nel governo.

Almeno duemila persone sono tornate in strada a Tunisi per reclamare le dimissioni del nuovo esecutivo transitorio e la messa al bando della formazione dell’ex presidente (Rcd).

Un’inchiesta è stata aperta, intanto, per acquisizione illegale di beni nei confronti di ben Ali e del suo clan.

“Nonostante le dimissioni dall’Rcd del presidente ad interim, Mebazaa, e del primo ministro Ghannouchi, le manifestazioni continuano – racconta l’inviato a Tunisi di Euronews – la gente chiede le dimissioni degli ex ministri di Ben Ali dal governo”.

La Svizzera ha congelato i conti correnti aperti presso banche elvetiche del deposto presidente tunisino. L’esecutivo tunisino ha reso noto di aver rilasciato tutti i prigionieri politici.

Il ministro degli Esteri italiano Frattini avanza una proposta: “l’Europa potrebbe assumere l’iniziativa di congelare i beni all’estero dell’ex presidente tunisino, al di là delle iniziative bilaterali dei singoli Paesi dove ci sono assetti patrimoniali’‘.

“Chiediamo di creare un consiglio costituzionale per riscrivere la costituzione, coinvolgendo tutte le forze che hanno contribuito a questa rivoluzione, realizzando il sogno del popolo”, è la richiesta di Siham Ben Sidrin esponente del Consiglio Nazionale per le Libertà.

Oltre 100 i morti durante la rivolta secondo l’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani.

La Tunisia vuole ripartire, ma senza la zavorra di un dittatore impunito.