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Tunisia: governo perde pezzi, ancora scontri

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Tunisia: governo perde pezzi, ancora scontri

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Inizia nel peggiore dei modi l’esperienza del nuovo governo tunisino.

L’esecutivo di unità nazionale del premier Mohammed Ghannouchi, che traghettera’ la Tunisia alle prossime elezioni, perde pezzi.

Le strade di Tunisi e di altre città del Paese restano, intanto, teatro di proteste e scontri.

Cinque ministri si sono dimessi. Tre di loro appartengono al principale sindacato del paese, che ha giocato un ruolo importante nella caduta del regime del deposto presidente Ben Ali. L’Unione dei lavoratori tunisini non riconosce il governo di unità nazionale.

Ghannouchi difende l’onestà dei componenti dell’esecutivo, precisando che a breve si terranno nuove elezioni.

La popolazione non accetta la conferma degli uomini fedeli a Ben Ali in alcuni ministeri chiave.

La sede del Rcd, il partito dell’ex presidente e dell’attuale primo ministro, è stata data alle fiamme. L’esercito è intervenuto per disperdere i dimostranti.

La crisi ha causato 78 morti e un danno economico di oltre 1.5 miliardi di euro.

Dall’Italia, intanto, la Farnesina annuncia il rimpatrio di circa settecento cittadini italiani.