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Tunisia tra autodifesa e regolamento di conti


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Tunisia tra autodifesa e regolamento di conti

Organizzati in gruppi di auto-difesa, i tunisini pattugliano le strade e controllano le vetture, con un occhio alle targhe per riconoscere quelle amministrative o noleggiate.

Cacciano i fedelissimi di Ben Ali, quei 7 mila uomini della guardia presidenziale che obbedivano solo a lui e che secondo loro fomenterebbero le violenze.

“Le forze speciali che appartengono al vecchio regime vogliono creare disordine”, spiega un cittadino, “È l’ordine dell’ex presidente prima della sua evasione”.

Alcuni si sarebbero costituiti, altri arrestati, il loro capo, dice la tivù di stato, incriminato per incitamento alla violenza e minaccia alla sicurezza nazionale.

Stando agli indizi trovati sul posto, sarebbe un poliziotto ad aver ucciso un volontario in un posto di blocco.

Contraltare di una stessa violenza, le scene di giustizia popolare e sommaria, come il linciaggio di alcuni agenti accusati di un’altra sparatoria mortale.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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