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Tunisia, blindati in strada per mantenere l'ordine

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Tunisia, blindati in strada per mantenere l'ordine

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Nelle strade l’esercito c‘è e si vede. Una presenza volutamente ingombrante in Tunisia, all’indomani della fuga del presidente Ben Ali.

Blindati ed elicotteri sono ovunque, per evitare che la rivolta popolare degeneri nel caos. Tanto più dopo l’assalto alla prigione di Monastir, il cui incendio ha causato la morte di una quarantina di persone.

Il presidente del parlamento, Fouad Mebazaa, ha assunto l’interim come presidente della repubblica, incaricando il premier Mohammad Ghannouci di formare un governo di coalizione per traghettare il paese verso elezioni anticipate.

Nelle strade di Tunisi, l’entusiasmo è palpabile.

“Questo è davvero un buon giorno. La Tunisia sta bene fin tanto che ci saranno persone coraggiose. E oggi stiamo bene”.

“Ci hanno derubato, hanno reso orfani i nostri figli. Ci hanno massacrato per ventitre anni, obbligandoci a camminare rasente ai muri”.

“E’ il peggior dittatore al mondo, la storia non ne ha conosciuto nessuno come lui. Ha costruito la sua fortuna e quella della sua famiglia sul sangue dei nostri martiri a Sidi Bouzid, El Kef, Jandouba, El Gasrin”.

“Vogliamo un nuovo presidente, qualcuno che sia sensibile alle esigenze del popolo tunisino, questo popolo che vuole solamente lavorare”.

Il desiderio di pace sembra prevalere sugli episodi di sciacallaggio e sulle vendette private che pure non sono mancati nella capitale e altrove.

“Oggi è una calma precaria quella che aleggia sulla Tunisia dopo la cacciata di Ben Ali. Tutti desiderano un ritorno alla stabilità, dopo i duri scontri di ieri”.