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Spazio Schengen: "Rom finto problema"

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Spazio Schengen: "Rom finto problema"

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Cristian Preda: “Esistono più paure che problemi reali. Ma a volte è cosi’, occorre trovare il modo di ispirare fiducia tra dei partner e io sono convinto che presto la Romania, come la Bulgaria entreranno nello spazio comune”.

Frederic bouchard, euronews:

-Siamo in compagnia di Cristian Preda, euro deputato romeno, membro del partito popolare europeo.

Signor Preda come si vive in Romania la possibile bocciatura del vostro paese allo spazio Schengen?

Cristian Preda, eurodeputato Ppe:

“Sulla questione ci sono diverse chiavi di lettura: i più delusi sono gli ottimisti, perchè hanno l’impressione che venga utilizzata la strategia del bersaglio mobile: più sforzi facciamo, più diventa difficile. Altri invece ammettono che abbiamo un problema con la corruzione e pensano che occorra utilizzare tutti i mezzi possibili per rendere la giustizia romena più credibile. E poi chiaramente c‘è l’aspettativa, perchè la gente vuole sapere con precisione con quali meccanismi si accede allo spazio Schengen”.

-C’ è il rischio in Romania che le informazioni confidenziali della banca dati Schengen possa cadere nelle mani del crimine organizzato?

“No, non credo, anche perchè la Romania fa da tempo parte della rete e utilizza già queste informazioni. Da questo punto di vista tutto funziona molto bene, il problema non è questo e non c‘è nessun rischio secondo le mie informazioni che possano finire, come dite, nelle mani di criminali. Non è un problema in discussione”.

-La questione Rom? C’entra nel rifiuto, soprattutto su spinta di Germania e Francia?

“No, queste non sono altro che speculazioni. Non c‘è nessun legame tra le cose.Schengen dal punto di vista della circolazione concede maggiori facilità e non cambierà la mobilità di alcune popolazioni, quindi non c‘è una relazione diretta.

Anche perchè la maggiorparte dei Rom sono andati in Francia , Spagna e Italia molto prima dell’adesione della Romania all’Unione Europea, nel paese non sono piu’ così numerosi”.

-Parliamo delle frontiere esterne.

La Grecia per tre volte si è vista posticipare l’accesso a Schengen ed ora è in difficoltà a rendere sicuri i 12 km di frontiera con la Turchia. Non crede che Francia e Germania hanno un problema con la frontiera esterna dell’Unione, quella della Romania appunto?

“Esistono più paure che problemi reali. Ma a volte è cosi’, occorre trovare il modo di ispirare fiducia tra dei partner e io sono convinto che presto la Romania, come la Bulgaria entreranno nello spazio comune”.

-Pensa che sia possibile già tra qualche mese? Alcuni parlano di un anno…

“Occore vedere l’aspetto tecnico perchè sicuramente ci sono problemi per la gestione dei flussi e delle frontiere, ma rimane comunque soprattutto il problema della fiducia che è una questione politica. Per questo occorre negoziare e vedere come ritrovare lo spirito positivo che dominava in Europa nel 2007 ai tempi dell’adesione della Romania e della Bulgaria”.

-Grazie Signor Preda.

Romania e Bulgaria hanno quindi poche chance di entrare nello spazio Schengen come previsto, nel mese di marzo. Occorrerà attendere, ma fino a quando? è la questione che resta aperta.